I conducenti che effettuano trasporti professionali su veicoli per la cui guida è richiesta la patente delle categorie C, C+E, D e D+E, sono obbligati a essere in possesso della carta di qualificazione del conducente (di seguito denominata CQC) che si consegue dopo aver seguito un corso di formazione iniziale e dopo aver superato il relativo esame, e si rinnova dopo aver seguito un corso di formazione periodica.

La CQC sostituisce i certificati di abilitazione professionali di tipo KC e KD di cui all’art. 116, comma 8, del codice della strada e dell’art. 311 del relativo regolamento.

Conducenti esentati dall’obbligo di possedere la carta di qualificazione del conducente:

Ai sensi dell’art. 16 del D. L.vo 286/2005, la CQC non è richiesta ai conducenti:

  1. di veicoli la cui velocità massima autorizzata non supera i 45 km/h;
  2. di veicoli ad uso delle forze armate, della protezione civile, dei pompieri e delle forze responsabili del mantenimento dell’ordine pubblico, o messi a loro disposizione;
  3. di veicoli sottoposti a prove su strada a fini di perfezionamento tecnico, riparazione o manutenzione, e dei veicoli nuovi o trasformati non ancora immessi in circolazione;
  4. di veicoli utilizzati in servizio di emergenza o destinati a missioni di salvataggio;
  5. di veicoli utilizzati per le lezioni di guida ai fini del conseguimento della patente di guida o dei certificati di abilitazione professionale;
  6. di veicoli utilizzati per il trasporto di passeggeri o di merci a fini privati e non commerciali;
  7. di veicoli che trasportano materiale o attrezzature, utilizzati dal conducente nell’esercizio della propria attività, a condizione che la guida del veicolo non costituisca l’attività principale del conducente.

Per quanto riguarda l’esenzione prevista al punto f) si chiarisce che la stessa si riferisce ai conducenti di veicoli adibiti ad uso proprio.

Formazione iniziale della CQC

Per essere ammesso all’esame il candidato deve presentare all’Ufficio Motorizzazione civile apposita istanza, su modello TT746C, che dovrà essere corredata dai seguenti documenti:

  1. attestato di frequenza del corso di formazione iniziale, dal quale si evince che il corso stesso è terminato non oltre 12 mesi antecedenti la data di presentazione della domanda;
  2. attestazione di pagamento della tariffa di cui al punto 1 della tabella 3 (esami per conducenti di veicoli a motore della legge 1 dicembre 1986, n. 870);
  3. attestazione di pagamento della tariffa di cui al punto 3 del decreto del Ministro delle finanze del 20 agosto 1992 (assolvimento dell’imposta di bollo relativa alla domanda);
  4. attestazione di pagamento della tariffa di cui al punto 4 del decreto del Ministro delle finanze del 20 agosto 1992 (assolvimento dell’imposta di bollo relativa alla CQC).

Nel caso di esito negativo dell’esame, l’attestazione di pagamento di cui al punto d) può essere restituita al candidato che potrà utilizzarla per una successiva istanza. L’esame si svolge presso l’Ufficio Motorizzazione civile presso cui il candidato ha presentato domanda di conseguimento della CQC.

L’esame, consta di due prove, entrambe di durata di centoventi minuti; la prima, di carattere generale e la seconda concernente argomenti specifici al tipo di autorizzazione che il candidato intende conseguire. Entrambe le prove si svolgono tramite questionario: i candidati rispondono ai quesiti barrando la lettera “V” o “F” a seconda che considerino quella proposizione vera o falsa. Ogni prova si intende superata se il numero di risposte errate è, al massimo, di sei.

La CQC verrà rilasciata ai candidati che hanno superato entrambe le prove. L’esito negativo anche di una sola prova determina il giudizio globale di non idoneità all’esame ed il candidato dovrà ripetere entrambe le prove per conseguire la CQC. La CQC viene rilasciata contestualmente alla dichiarazione di idoneità del candidato.

Formazione iniziale della CQC:

La Direttiva n. 2003/59/CE ha definito la formazione periodica come “un aggiornamento professionale” che consente ai titolari di un titolo professionale per l’esercizio dell’attività di trasporto, “di perfezionare le conoscenze essenziali per lo svolgimento delle loro funzioni”.

Ne deriva che, i corsi di formazione periodica devono essere visti nell’ottica di una formazione progressiva più che in quella di un sistema di “rinnovo” di un documento in scadenza. Infatti l’art. 8 della citata direttiva prescrive che i primi “blocchi” di corsi di formazione periodica, dopo il recepimento della normativa sulla formazione dei conducenti professionali, debbano essere frequentati dai conducenti:

  1. titolari di una patente di guida di categoria D1, D1+E, D o D+E o di una patente di guida riconosciuta equivalente, rilasciata al più tardi entro il 9 settembre 2008; dopo cinque anni decorrenti da tale data, a prescindere dalla data di rilascio effettivo della CQC per documentazione;
  2. di una patente di guida di categoria C1, C1+E, C o C+E o di una patente di guida riconosciuta equivalente, rilasciata al più tardi entro il 9 settembre 2009; dopo cinque anni decorrenti da tale data, a prescindere dalla data di rilascio effettivo della CQC per documentazione. Una volta a regime, queste due categorie di conducenti effettueranno i prossimi corsi di formazione periodica dopo cinque anni dalla scadenza della CQC individualmente posseduta.
  3. titolari di carta di qualificazione del conducente conseguita mediante corso di formazione iniziale, dopo cinque anni dalla data di conseguimento.